Turismo sostenibile, biodiversità, ecosostenibilità del territorio



Nell’ultimo decennio le mete per le vacanze sono cambiate e i turisti, sempre più spesso, vanno alla ricerca di luoghi incontaminati e difficilmente accessibili per praticare attività a diretto contatto con la Natura, come ad esempio l’arrampicata o il rafting lungo i fiumi nelle nostre valli.

Questo rinnovato interesse per i luoghi selvaggi e poco antropizzati testimonia un mutamento nel rapporto tra uomo e ambiente, che si traduce in un’offerta turistica sempre più improntata alla diversificazione delle attività e alla valorizzazione delle peculiarità territoriali.

Valorizzazione, però, non significa necessariamente salvaguardia; infatti, la presenza dell’uomo in determinate località necessita di un attento monitoraggio, volto alla tutela della biodiversità, perché è proprio la varietà di specie animali e vegetali a rendere unico ogni ambiente naturale.

Le attività umane possono anche essere intrusive e la spinta economica derivante dal turismo può risultare dannosa per alcune aree che necessitano di protezione, si tratta proprio di quelle mete incontaminate sempre più ambite da chi è alla ricerca di una vacanza diversa e a contatto con la Natura.

Con oltre 58000 specie animali e 7830 specie vegetali l’Italia è il Paese che presenta la maggior biodiversità a livello europeo, tuttavia una recente indagine di Legambiente rivela che attualmente 596 specie sono a rischio di estinzione.

Si stima inoltre che la perdita di biodiversità costi all’Unione Europea il 3% all’anno del PIL aggregato, circa 450 miliardi di euro, con importanti ricadute anche in termini occupazionali.

Per invertire questo trend dobbiamo pensare  alla salvaguardia del territorio come ad un’opportunità di sviluppo socio-economico locale, puntando su un’offerta turistica che faccia dell’osservazione della Natura e della biodiversità i suoi punti di forza.

Questo cambiamento è già in atto con il fenomeno dell’ecoturismo, ovvero: “un modo di intendere i viaggi e le vacanze come godimento delle risorse del patrimonio naturale e delle tradizioni, senza arrecare alcun impatto sulla natura e sugli usi e costumi del luogo”.

Turismo sostenibile: un’immersione nella biodiversità

Spesso si sente parlare di turismo sostenibile, ma cosa è esattamente e che accezione gli attribuiscono i più.

Secondo il rapporto di fondazione UniVerde sul turismo green il 16% degli italiani pratica turismo sostenibile, registrando di anno in anno sempre più consensi sul mercato. Per capire meglio di cosa si tratta vorrei partire dalla definizione fornita dall’ UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo)

“I principi di sostenibilità si riferiscono agli aspetti ambientalieconomici e socioculturali dello sviluppo turistico e tra queste tre dimensioni deve essere stabilito un adeguato equilibrio per garantirne la sostenibilità a lungo termine.” UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo)

L’offerta turistica sostenibile è quella che agisce in armonia con l’ambiente, con la comunità e con la cultura locale. Interessante, sia per chi offre, sia per chi fruisce, è il concetto di rispetto del territorio e le specificità locali

Nonostante il turismo ecosostenibile sia ancorato alle tradizioni passate (locali) ha lo sguardo proiettato verso il futuro per preservare uno sviluppo economico durevole. Invece di danneggiare i processi sociali locali, c’è una sorta di immersione nella vita dei residenti e chi viaggia ne esce arricchito di un’esperienza autentica. 

Fino a qualche anno fa si è assistito ad un fenomeno di totale globalizzazione, dove il turismo di massa ha sicuramente portato benefici alle comunità locali, causandone però parzialmente una perdita d’identità. Quello che sempre più turisti ricercano oggi è la biodiversità nel cibo, nei sapori, negli odori e nei paesaggi. L’appiattimento dei prodotti nella grande distribuzione, l’offerta standardizzata della mega catena di hamburger in ogni angolo del pianeta, ha spinto le persone a riscoprire le tradizioni di un tempo.  C’è la volontà di amare le specificità di ogni territorio e il rispetto ne è una naturale conseguenza.

Girando per aziende agricole, ho notato con immenso piacere, quanto innovazione e tradizione non sono necessariamente strade alternative. Esempi sono le aziende vitivinicole nelle quali, accanto ai pannelli solari per produrre energia da utilizzare in cantina, coesiste l’antichissima tecnica del sovescio per fertilizzare la vigna. 

Per chi viaggia:

  • Riscoprire le tipicità della nostra Italia
  • Prediligere il treno all’aereo ove possibile
  • Preferire offerta di cibo della tradizione locale a catene standardizzate
  • Utilizzare bici o camminare per soffermarsi sulle bellezze dei nostri territori
  • Scegliere strutture ecosostenibile e riconoscere un prezzo adeguato per lo sforzo
  • Più viaggiatore e meno turista. Un’esperienza reale rimane a vita

Per chi offre:

  • scegliere produttori locali che seguono processi ecosostenibili
  • virare su green (energia, prodotti per la pulizia, riciclo, fertilizzazioni etc…)
  • Fare squadra sul territorio, in modo da esportare un modello vincente nel distretto
  • Aggiungere l’aspetto personale all’offerta turistica. Raccontare l’amore per il proprio territorio è il miglior marketing che possiate fare

Un viaggio sostenibile è un percorso di crescita personale, un’occasione per sostenere agriturismi, agricoltori, ristoratori e strutture locali. È un’occasione di conoscere un territorio diverso ed entrare letteralmente nel loro KM0. A mio parere, più si conosce di una cultura, più la si rispetta. E la cultura è indissolubilmente legata al territorio e nostro splendido ecosistema. Buon eco viaggio a tutti!